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Come riconoscere il gelato vegano.

Riconoscere un gelato vegano non è sempre semplice, molte volte diamo per scontato che, per esempio, i gusti alla frutta siano tutti vegani.

Invece molti produttori, per aumentare la cremosità che piace proprio al cliente finale, aggiungono del latte rendendolo non adatto ai vegani.

Con l’aumento della percentuale di persone  vegane nel nostro paese anche i produttori di gelato hanno iniziato ad adattarsi, sperimentando nuove combinazioni per rendere questo particolare gelato perfetto ed invitante per tutti,  vegani e non.

Ma voi sapete cosa rende vegano un gelato?

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In primis non deve essere utilizzato uno degli ingredienti più frequenti nei gelati, il latte. Questo viene sostituito dai latti vegetali, quello di soia e di riso tra tutti ma anche quello di mandorla.

Non devono essere utilizzate uova, che vengono sostituite da altre proteine vegetali come l’inulina o le proteine dei legumi.  Per emulsionare, simulando l’effetto delle uova, si usa la lecitina di soia e di girasole.

In generale, oltre ai latti vegetali, il gelato vegano può avere una base d’acqua e addirittura d’olio extra vergine d’oliva come parte grassa.

Il gelato vegano è sicuramente molto più leggero e digeribile del gelato classico, non contenendo proteine e grassi animali ed è anche più sostenibile.

Alcuni gusti sono avvantaggiati per natura. Lo sapevate che per esempio il gusto nocciola è cremosissimo perché questo particolare alimento è composto al 50% di oli? Ecco perché il gelato riesce ad essere cremoso anche senza la presenza di latte!

Il gelato vegano esiste da sempre, semplicemente non veniva chiamato in questo modo. Pensate ai gelati adatti alle persone con intolleranza al latte, che venivano fatti cercando di renderli il più leggeri possibile senza rinunciare al gusto.

Siamo sicuri che ognuno di voi ha assaggiato un gusto di gelato vegano almeno una volta nella vita!
E magari non avete nemmeno notato la differenza.
Questo per dire che, tra gelato vegano e non, la differenza è veramente poca.

Il gelato è una gioia sempre e deve essere una gioia per tutti.

Gelateria De’ Coltelli: una garanzia di qualità e passione

Durante le ultime due settimane numerosi riviste e critici gastronomici si sono riuniti per confrontare le proprie opinioni a proposito dei candidati e del possibile vincitore del premio Miglior Gelateria 2016 di La Repubblica.

Tra i favoriti, nella top ten, troviamo la Gelateria De’ Coltelli di Pisa, famosa per la qualità e l’attenzione posta nella sua produzione di gelato artigianale,  esclusivamente a base d’ingredienti di stagione. La passione che il titolare Gianfrancesco Cutelli trasmette nel suo gelato gli è già valsa il premio Miglior Gelateria Italiana 2015 della classifica di Dissapore.  Sicuramente due attestati che gratificano il lavoro della Gelateria De’ Coltelli e mostrano quanto sia apprezzata non solo dai clienti, ma anche da gelatieri ed esperti del settore. Ora scopriamo cosa rende questo gelato così unico e apprezzato.pisa-movida-gelato-a-de-coltelli

A svelarlo è il titolare che della qualità e della stagionalità ha fatto la bandiera della sua gelateria. Infatti dietro quelle fantastiche vaschette esposte nella sua gelateria c’è un’attenta selezione di materie prime del territorio toscano. Nasce ad esempio il gusto “A Serena“: crema con ricotta di pecora, miele di spiaggia e pinoli, tutti questi ingredienti sono rigorosamente biologici e provenienti dal Parco di San Rossore.  cutelli_gianfrancesco_decoltelli

Grazie alla conoscenza dei prodotti e all’abilità nel trasformarli in cremose esplosioni di sapore, Gianfrancesco Cutelli può proporre ai suoi clienti piccole prelibatezze ed sperimentazioni gastronomiche, come avvenne qualche anno fa quando produsse per tre settimane consecutive un gusto con le albicocche fornitegli dalla facoltà di Scienze Agrarie dell’Università di Pisa. Ogni settimana gli venivano consegnate albicocche con un diverso punto di maturazione e perciò ogni 6/7 giorni, pur essendo la stessa ricetta, il gusto del gelato subiva leggere e piacevoli variazioni. Ma questo è solo un esempio di tutti i gusti che vengono prodotti esaltando le qualità dei prodotti forniti da produttori locali.Gelateria-De-Coltelli_restaurants_in_pisa2

Gianfrancesco Cutelli ha dato una nuova prospettiva al modo di fare il gelato e, dopo l’apertura del secondo punto vendita nel 2012 a Lucca, manifesta il desiderio di volersi confrontare con piazze importanti con Londra, Parigi o Dubai, visto anche il successo che ha già riscosso con clienti rilevanti provenienti dall’estero. Infatti l’anno scorso il gelato De’ Coltelli ha ricevuto apprezzamenti da niente meno che dallo Sceicco Hamdan bin Mohammed Al Maktoum.

 

 

Nasce il gelato camaleonte!

Di gelati strani ne esistono davvero moltissimi, da quelli alla pizza o parmigiano a quelli che brillano al buio, e il gelato camaleonte non è certo da meno! Quest’ultima fresca novità arriva dalla Spagna, scaturita dalla fantasia e dalle conoscenze del fisico e ingegnere Manuel Linares, ha la particolarità di cambiare colore quando viene a contatto con la nostra bocca. L’idea di un gelato così stravagante è stata ispirata dalle creazioni dell’inglese Charlie Francis, padre del gelato alla medusa che brilla al buio.

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Al contrario però del gelato alla medusa dal costo molto elevato, il gelato Camaleonte è già disponibile, affiancato da gusti tradizionali, nel primo punto vendita dedicatogli a Blanes, in Catalogna.xamaleon

Il Xamaleòn, in spagnolo, ha richiesto una settimana di esperimenti, tentativi di combinazioni di temperature, sostanze naturali e reazioni  chimiche per essere messo a punto. Il risultato è un gelato con un vago sapore di frutta ed un iniziale color pervinca. Una volta messo sul cono il gelato viene spruzzato con una “sostanza segreta” che favorisce la reazione chimica che dà vita al cambiamento di colore. Una volta che il cono è esposto a diversa temperatura e a contatto con la saliva, il suo colore diventerà prima rosa e poi viola.

Il creatore, orgoglioso del successo che ha riscosso la sua creazione, ha già annunciato la prossima idea: Xamàn, il gelato afrodisiaco a base di piante medicinali provenienti da Africa e Perù.

 

Il gelato che risponde alle nuove esigenze

Che sia una scelta per salute, per questioni etiche o per moda, ormai l’alimentazione vegana e crudista è molto diffusa nel nostro Paese, come nel resto del mondo. Per stare al passo con le nuove esigenze dei consumatori nasce a Roma, presso la Gelateria Grezzo Raw Chocolate, il gelato crudista. Questo gelato, a differenza dei gelati già adatti ai vegani poiché non contenenti latte o uova, ha anche una lavorazione particolare, completamente a crudo, che permette di conservare tutti i nutrienti naturali contenuti negli ingredienti, rigorosamente biologici.gelato-frutti-di-bosco

Si parte infatti dalla lavorazione del latte, esclusivamente di origine vegetale, che non viene pastorizzato perciò deve essere preparato fresco ogni giorno e utilizzato per le preparazioni delle successive 24 ore. In questo gelato non c’è il classico zucchero bianco, che rende il gelato out limits per coloro che hanno problemi con la glicemia, ma zucchero di cocco, ricco di minerali, vitamine e fibre naturali ed ottime per la salute.  Per ricreare l’immancabile cremosità del gelato si utilizzano i grassi buoni di anacardi e frutta secca.gelato-grezzo-1

Da questa preparazione di base si possono poi ottenere un’infinità di gusti, dai grandi classici come cioccolato fondente, pistacchio o nocciola, ai più elaborati come bonet o gianduia.

Questo gelato rompe finalmente il luogo comune del “cibo buono che fa male”: ricco di grassi polinsaturi, polifenoli e con un basso indice glicemico può essere consumato da tutti senza rischi e senza sensi di colpa. Inoltre non fa bene solamente ai consumatori ma anche all’ambiente, perché un gelato crudista ha un impatto circa 150 volte inferiore ad un gelato normale sull’ambiente.

Per questo il general manager di Grezzo Raw Chocolate, Nicola Salvi definisce il gelato crudista “la pasticceria del futuro”.

Un gelato “sospeso”…

Già da tempo abbiamo sentito parlare dei caffè “sospesi”, ovvero di quei caffè che vengono pagati e poi non consumati, ma lasciati in sospeso per qualcun che altrimenti non potrebbe permetterselo. E così dopo i caffè sono arrivate anche le pizze, intere cene e poi il gelato. Fino al 30 settembre è possibile lasciare un cono sospeso presso le gelaterie aderenti che hanno in esposizione bussolotti trasparenti per le offerte e le locandine della campagna, la quale  ha luogo per la seconda volta in tutta Italia dopo il clamoroso successo dello scorso anno. Lanciata online dall’associazione romana Salvamamme, quest’iniziativa è riuscita ad offrire 20000 coni in 300 gelaterie italiane! Si possono conoscere tutti i punti aderenti consultando la mappa online dove sono già presenti anche Grom, The Brian & Berry, le catene pugliesi Sandrino e Martinucci.

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Ma i risvolti positivi non si hanno solamente dal punto di vista sociale ma anche da quello  economico. Infatti questo metodo del “cibo sospeso” incrementa a tal punto le vendite da permettere nuove assunzioni, come nel caso di Mason Wartman che ha lanciato il pay it forward nel suo locale di Philadelphia ed ha avuto talmente successo che ha potuto assumere alcuni dei consumatori dei suoi pasti sospesi.gelato-sospeso

Speriamo quindi che i locali italiani come a Da Masaniello (Bologna) Da Concettina i tre santi (Napoli) e Caffè Sospeso (Roma) abbiano le stesse possibilità e lo stesso successo visto che dei pasti sospesi ne hanno fatto il loro punto di forza! E chissà che non nasca una gelateria con lo stesso principio e non sia più solo una campagna temporanea ma un’attività che abbia vita tutto l’anno. In fondo molte volte abbiamo 2 euro in più in tasca che poi dimentichiamo anche di avere con il risultato che finiscono in lavatrice magari, perché allora non investirli per la felicità di qualcun altro?

 

Un salto nel passato del gelato

Oggi il gelato per noi è un alimento diffusissimo, in ogni città, grande o piccola che sia, possiamo trovare una gelateria. Ma non è sempre stato così, il gelato ha origini antichissime ma la diffusione di massa è relativamente recente. La storia del gelato si può suddividere in tre fasi, che ora andremo ad osservare insieme.

1. il gelato nell’antichità: ovviamente gli uomini di Neanderthal non avevano il nostro gelato alla crema ma già loro iniziarono ad intuire che si potevano refrigerare  alimenti come frutta, miele e latte. La refrigerazione avveniva inizialmente mettendo i cibi fra i ghiacci, specialmente bacche e carni, solo in seguito le popolazioni più evolute conobbero durante le stagioni invernali il latte ghiacciato.  Un salto notevole verso il gelato come lo conosciamo venne fatto in Sicilia nel IX secolo, grazie all’importazione della canna da zucchero fatta dagli arabi. Si iniziò così a preparare il sorbetto che aveva come ingrediente principale lo zucchero e veniva raffreddato immergendo il contenitore nel ghiaccio precedentemente cosparso di sale. Il sale in un mondo ancora senza elettricità permetteva di abbassare il punto di fusione del ghiaccio e conservare il fresco più a lungo.

2. il gelato e la moderna gelateria: l’origine del gelato viene spesso attribuita all’Italia ma in realtà il primo vero gelato venne prodotto in Francia. Il cuoco sicialiano Francesco Procopio dei Coltelli realizzò per la prima volta il composto che noi tutti conosciamo nel 1986, al café Procope. Il café Procope ottenne l’esclusiva su tutte le sue creazioni gelate e, dopo aver acquisito fama e successo, si spostò in una sede più ampia, situata di fronte al teatro de la Comédie Française. A frequentare il tempio del gelato non erano però persone  comuni ma personalità di risalto come Voltaire, Balzac, Hugo, Diderot, D’Alambert e tanti altri filosofi e letterati dell’epoca.

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3: il Novecento e la produzione di massa. Nel 1884 la gelateria Pepino fu la prima ad iniziare un’attività a Torino che aveva come obiettivo la distribuzione del gelato a tutta la popolazione. Iniziarono poi a diffondersi scuole di arte gelatiera che esportarono poi le loro conoscenze in tutto il mondo. Fra queste ebbero molto risalto quelle della Val di Zoldo e di Cadore. Da quest’ultima proveniva anche l’inventore del primo cono gelato, risalente al 1903. Questa novità fece diventare il gelato ancora più popolare finché nel 1912 l’americano Frederick Bruckman brevettò una macchina per arrotolare la cialda, data l’altissima richiesta del prodotto. Così i coni gelato iniziarono ad essere portati nelle strade grazie anche ai carrettini dei gelati che attiravano l’attenzione di grandi e piccini.

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Oggi purtroppo non ci sono più quei bei carrettini dei gelati che girano per le strade, portando allegria nei vostri quartieri. ProntoGelato, pur essendo un servizio ben diverso, può farvi ritrovare un pezzettino, o meglio una vaschetta, di quella allegria!

I gelati del futuro? Brillano al buio!

Il gelato che si illumina al buio esiste già! E se pensate che questa sia la parte più strana della cosa è solamente perché non sapete ancora quale sia l’ingrediente principale di questa straordinaria invezione. Infatti la fonte di ispirazione e la base di questo gelato è costituita dalle meduse. Il creatore, Charlie Francis, ha infatti voluto riprodurre la luminescenza delle meduse ed è riuscito nel suo intento grazie appunto alla proteina di queste creature. meduseh

Charlie Francis, da sempre inserito nel mondo dell’arte gelatiera, ha fondato la compagnia Lick Me I’m Delicious, dove a fianco ai gusti tradizionali sono stati aggiunti alcuni molto bizzarri, l’ultimo glow in the dark. Per realizzare il suo progetto Charlie ha avuto bisogno dell’aiuto di uno scienziato cinese con il quale ha ricreato in laboratorio la proteina delle meduse in forma sintetica.

La cosa più straordinaria è che il gelato diventa più luminoso ogni volta che lo si lecca:  la proteina delle meduse reagisce a contatto con il pH della nostra lingua rendendo il cono fluorescente, il tutto in completa sicurezza. Infatti ci si potrebbe preoccupare del veleno contenuto dalle meduse in natura ma Charli Francis ironizza dicendo “Il mio gelato è sicuro? Ne ho mangiato un po’ e non sembra che io sia luminoso in qualche parte del mio corpo, quindi per ora dirò di sì”. charlie francis

In ogni caso il gelato è già sul mercato e non sembra provocare effetti collaterali. L’unica cosa che potrebbe rappresentare uno scoglio è il costo, una dose di gelato costa infatti 225 dollari. Comunque, stando a ciò che dice il suo creatore, il prezzo non sembra scoraggiare gli acquirenti.

Questo gusto è solo l’ultimo di una serie di gusti bizzarri realizzati dalla Lick Me I’m Delicious, prima di questo ci sono stati i gusti roast-beef, cheddar cheese, agnello e menta, mojito al lampone. I prossimi progetti che Charlie Francis vorrebbe realizzare sarebbero il gelato invisibile e quello più caldo al mondo. Assisteremo mai alla creazione di questi?

Ma le stranezze non si limitano solo ai gusti ma anche agli strumenti: la Lick Me I’m Delicious utilizza un singolare macchinario fatto a grammofono sul quale vengono realizzate coppette fatte materialmente di gelato che vengono poi riempite con frutta o altri gusti.

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Vedremo mai il gelato glow in the dark disponibile su ProntoGelato? Nel frattempo “accontentiamoci” dei gusti tradizionali che sono sempre una certezza per sapore e qualità!.

Dimmi che gusti scegli e ti dirò chi sei

Secondo lo studio condotto dal Dottor Alan Hirsch, neurologo e psichiatra americano, per conto della multinazionale produttrice di gelati Baskin Robbins, i gusti di gelato che scegliamo rivelerebbero alcune sfumature della nostra personalità.

Per questa ricerca sono state prese in analisi persone dai 18 ai 65 anni, le quali si sono sottoposte a test sulla personalità e psichiatrici che sono stati analizzati e correlati alle scelte di gusti.

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Ecco cosa è emerso:

  • Crema: le persone che scelgono questo gusto sarebbero persone impulsive, facilmente influenzabili ed idealiste.
  • Cioccolato: il gusto dei seduttori, ma non solo: a scegliere il cioccolato sono le persone empatiche, gioiose, affascinanti e pure.
  • Fragola: indica persone molto pacate, fedeli, introverse e tolleranti.
  • Nocciola: sono persone a cui non piace stare al centro dell’attenzione, affettuosi e attenti.
  • Ciocco-menta: la personalità di coloro che mangiano questo gelato è austera. Sono tipi ragionevoli e prudenti.
  • Caffè: perfezionisti, coscienziosi e scrupolosi, ecco gli aggettivi dei consumatori del gelato al caffè.
  • Stracciatella: se state parlando con qualcuno con in mano un cono alla stracciatella, avete di fronte a voi una persona generosa, competente e combattiva.
  • Gelato alla frutta: i gusti fruttati sarebbero per i più pessimisti che si rivelano anche persone dalla forte capacità analitica e decisionale.

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Il filosofo tedesco Ludwig Feuerbach diceva che l’uomo è ciò che mangia e c’è una spiegazione a questa affermazione, infatti il lobo limbico del cervello è responsabile sia dei tratti caratteriali sia delle preferenze alimentari.

E voi ritrovate la vostra personalità nei gusti che scegliete?

Gelato Italiano VS American Ice-cream

Abbiamo notato ormai da tempo che i turisti provenienti da altri Paesi apprezzano particolarmente il Gelato Artigianale Italiano. Ma c’è davvero una qualche differenza tra il nostro gelato e quello prodotto all’estero?Latteneve_Cono

Prendiamo come esempio il gelato americano,  chiamato ice- cream. Fra un ice- cream e un gelato italiano c’è molta differenza: la texture elastica, morbida e la cremosità del Gelato lo rendono ben diverso da un ice-cream, molto soffice, più cremoso e con un sapore meno intenso, e non è solo un’impressione! Infatti questi due composti hanno tre fattori che li contraddistinguono nella preparazione: grassi, aria e temperatura alla quale vengono serviti.

Confrontato con la ricetta di ice cream più diffusa in America oggi giorno, il Gelato ha meno grassi nella preparazione di base e meno aria inserita nel processo di congelamento. Nel gelato americano si usa molta più la panna che latte, perciò il contenuto di grassi è molto più elevato, almeno del 10%. Per quel che riguarda l’aria inserita all’interno delle basi, ne abbiamo molta di più nell’ice cream a causa dell’elevata velocità di lavorazione. Essa permette di aumentare la massa del prodotto del 25%  (questa percentuale sale molto nei gelati di bassa qualità, dal 50% al 90%). La bassa velocità di lavorazione del Gelato, al contrario, prevede una base povera di aria e più ricca nel sapore.

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Però, secondo questi due fattori, pochi grassi e poca aria,  il gelato dovrebbe essere un mattone. Cosa lo rende allora così morbido e cremoso? L’ultimo grande fattore, ovvero la temperatura. Mentre un ice cream viene servito a -22° C, il Gelato necessita di temperature più elevate.

Quindi c’è un motivo se il Gelato Artigianale italiano è così ammirato e un po’ invidiato dal resto del mondo! Noi abbiamo la fortuna di averlo a casa, perché non sfruttare questa squisita possibilità?

 

 

Gelato Festival 2016

Il Gelato Festival, con la sua sesta edizione in corso, sta diventando ormai una vera e propria istituzione per gli amanti del Gelato Artigianale all’italiana e per i mastri gelatieri.

Nata nel 2010, questa rassegna gastronomica gelatiera italiana coinvolge tutta Europa in più tappe. Il Paese di riferimento resta sempre l’Italia, dove si svolgono 6 delle 9 tappe.

Oggi siamo arrivati all’ultima tappa del Bel Paese: Milano. Qui il festival del gelato si fermerà fino al 12 giugno per poi ripartire alla volta delle capitali europee. Quest’anno sono state coinvolte le seguenti meravigliose location: Londra, Berlino e Valencia.

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Ma la finale tornerà a svolgersi in Italia, a Firenze dall’1 al 4 settembre prossimi. Qui vedremo sfidarsi i maestri gelatieri creatori dei gusti vincitori delle 9 tappe, in tutto 22.

Questi gusti che uniscono tradizione e innovazione, con sapori avvolgenti ed unici, sono stati scelti dagli amanti del gelato artigianale che, utilizzando la gelato card, hanno potuto essere i giudici di deliziose sfide, assaggiare tutti i gusti presenti agli eventi e partecipare ad incontri con chef stellati, maestri gelatieri e le più prestigiose imprese del settore i quali hanno svelato e sveleranno piccoli segreti, la storia del gelato e altre curiosità sull’affascinante mondo dell’arte gelatiera .

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Questo festival non solo mette a confronto le capacità dei maestri, ma la loro concezione personale di gelato e diversi modi di interpretarlo. Tutti questi elementi convergono fino a dar vita a gusti spettacolari come Araminta, Sale Amore e Fantasia o Tropical Basil. Questi sono solo alcuni dei finalisti di quest’anno, potete trovare la lista completa sul sito ufficiale del festival.

Perciò se volete sapere quale sarà il miglior gusto di gelato artigianale all’italiana del 2016, recatevi a Firenze dove potrete trovare fantastici eventi dedicati agli appassionati dell’autentico Gelato Artigianale.